Ci sono cerimonie che segnano semplicemente l’avvicendamento tra due persone e altre che rappresentano la continuità di un’istituzione. Il cambio di comando della Direzione Marittima di Cagliari, svoltosi il 17 luglio scorso, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Quando il Contrammiraglio (CP) Giovanni Stella ha consegnato il comando al Capitano di Vascello (CP) Paolo Marzio, non si è assistito soltanto al passaggio di consegne tra due alti ufficiali della Guardia Costiera. Si è rinnovata una tradizione che accompagna da oltre un secolo il Corpo delle Capitanerie di Porto: garantire, senza soluzione di continuità, la presenza dello Stato sul mare.
Chi conosce questa realtà sa che il comandante cambia, ma la missione resta immutata.
La Direzione Marittima di Cagliari costituisce una delle articolazioni più importanti della Guardia Costiera italiana. La sua giurisdizione si estende per circa 950 chilometri lungo le coste della Sardegna, da Porto Tangone, a nord di Bosa, fino a Capo Monte Santu, al limite meridionale del Golfo di Orosei. Un’area che comprende oltre la metà dei circa 1.897 chilometri di sviluppo costiero dell’isola e che racchiude alcuni tra i più importanti porti commerciali, turistici e pescherecci del Mediterraneo occidentale.
È un territorio complesso, nel quale convivono trasporto marittimo, pesca professionale, diporto nautico, tutela ambientale, attività portuali, turismo balneare e sicurezza della navigazione. A ciò si aggiunge una vasta area di ricerca e soccorso che impone alla Guardia Costiera una costante capacità operativa, spesso in condizioni meteorologiche difficili.
Nel suo discorso di commiato, il Contrammiraglio Giovanni Stella ha scelto con intelligenza di non trasformare la cerimonia in un elenco di dati e risultati. Ha preferito rendere merito al personale della Direzione Marittima e dei Comandi dipendenti, ricordando come ogni attività svolta sia stata il frutto dell’impegno quotidiano di donne e uomini animati da professionalità, spirito di sacrificio e senso del dovere.
È una considerazione che merita di essere sottolineata.
La forza della Guardia Costiera non risiede soltanto nei mezzi navali, negli elicotteri, nelle moderne tecnologie di controllo del traffico marittimo o nei sofisticati sistemi di ricerca e soccorso. Il suo patrimonio più prezioso continua a essere rappresentato dalle persone.
Sono gli equipaggi delle motovedette, il personale delle sale operative, gli ufficiali, i sottufficiali, i militari e il personale civile che, ventiquattr’ore su ventiquattro, garantiscono la sicurezza della navigazione, la tutela della vita umana in mare, la protezione dell’ambiente marino e il regolare svolgimento delle attività marittime.
Il comandante uscente ha ricordato tre episodi particolarmente significativi del proprio mandato.
L’evacuazione dei bagnanti durante il devastante incendio di Punta Molentis, il difficile salvataggio della nave Blue Ocean A. nelle acque dell’isola di San Pietro e l’imponente dispositivo predisposto per la regata preliminare della trentottesima America’s Cup che hanno rappresentato tre momenti diversi, ma accomunati dalla stessa capacità organizzativa e operativa della Guardia Costiera.
Dietro ciascuno di questi interventi vi sono decisioni assunte in pochi minuti, competenze tecniche, addestramento continuo e una perfetta integrazione con Marina Militare, Aeronautica, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Carabinieri, Prefetture e Autorità portuali.
Non è un caso che il Contrammiraglio Stella abbia voluto dedicare una parte importante del suo intervento proprio al valore della collaborazione tra istituzioni, definendola uno dei maggiori punti di forza della Sardegna. Un’affermazione che trova riscontro nell’esperienza quotidiana di chi opera sul mare, dove nessun risultato importante può essere raggiunto senza una reale sinergia tra tutte le componenti dello Stato.
L’avvicendamento assume un significato particolare anche per un’altra ragione.
Il nuovo Direttore Marittimo, Capitano di Vascello (CP) Paolo Marzio, raccoglie infatti un’eredità che richiama una significativa pagina della storia del Corpo. Suo padre, l’Ammiraglio Franco Marzio, guidò la Direzione Marittima della Sardegna da settembre 1976 fino a settembre 1979. Cinquant’anni dopo, un altro Marzio torna a Cagliari con le stesse responsabilità e lo stesso giuramento di fedeltà alle istituzioni.
Per chi scrive, questo particolare non rappresenta soltanto una curiosità storica in quanto prestavo già servizio a Cagliari quando come Direttore Marittimo arrivò l’Ammiraglio Franco Marzio. Ricordo il rigore professionale, il senso delle istituzioni e la serietà con cui esercitava il comando. Ritrovare oggi suo figlio alla guida della stessa Direzione Marittima suscita un’emozione autentica e conferma come, nelle Capitanerie di Porto, i valori del servizio si trasmettano anche attraverso l’esempio.
In una stagione nella quale il Mediterraneo è tornato al centro delle dinamiche geopolitiche, economiche ed energetiche, il ruolo della Guardia Costiera assume un’importanza ancora maggiore.
Le rotte commerciali, la sicurezza dei porti, la tutela dell’ambiente marino, la protezione delle infrastrutture strategiche, il controllo della pesca, il soccorso ai naviganti e la gestione del traffico marittimo costituiscono oggi elementi essenziali della sicurezza nazionale.
Anche per questo motivo il cambio di comando della Direzione Marittima di Cagliari non rappresenta un semplice evento interno al Corpo, ma un momento che interessa l’intera comunità marittima della Sardegna.
Al Contrammiraglio(CP) Giovanni Stella va il ringraziamento per il servizio reso durante il suo mandato.
Al Capitano di Vascello(CP) Paolo Marzio l’augurio più sincero di buon vento e buon lavoro.
Sono certo che saprà guidare la Direzione Marittima di Cagliari con equilibrio, competenza e senso dello Stato, raccogliendo il testimone di una tradizione che continua a fare della Guardia Costiera una delle istituzioni più stimate del Paese.
Per chi ha dedicato la propria vita al mare e alle Capitanerie di Porto, ogni cambio di comando è anche un momento di riflessione. Cambiano i volti, si rinnovano le responsabilità, evolvono gli strumenti operativi. Ma restano immutati i valori che danno senso a questa uniforme.
Il mare cambia continuamente. Cambiano le navi, le tecnologie, gli uomini chiamati al comando. Ma vi sono valori che non conoscono il tempo: il senso del dovere, la responsabilità, la competenza e il servizio allo Stato. Sono questi i valori che, ieri come oggi, fanno della Guardia Costiera una delle istituzioni più autorevoli del nostro Paese e che continueranno a guidare la Direzione Marittima di Cagliari nelle sfide del futuro.
